TabulaRasa

1 ottobre 2017 h. 20.00

TATWERK PERFORMATIVE FORSCHUNG

Hasenheide 9, Gewerbehof – 2. Hinterhof, Aufgang 1, 3. OG

10967 Berlin Kreuzberg (U7 & U8 Hermannplatz)

il collettivo TabulaRASA consta di artisti italiani residenti e operanti a Berlino. Da circa due anni e mezzo sono in corso incontri di conoscenza e scambio di reciproche esperienze.

TABULARASA

La-la-la-langue-pa-pa-parole

incursioni

Il nostro comune Migrationshintergrund ci pone come artisti in una situazione di tensione particolare per quanto riguarda sia il rapporto con la nostra lingua (Muttersprache/lingua madre), sia quello con la lingua del paese in cui viviamo e lavoriamo. Alcuni di noi sono in Germania e a Berlino da poco tempo, altri da numerosi anni; alcuni di noi conoscono poco la lingua tedesca, altri si destreggiano molto bene, altri ancora hanno studiato qui, scrivono in lingua tedesca, sono per così dire bilingui.

Poiché siamo un gruppo di artisti impegnati nelle arti performative, la parola non viene assunta da noi solo come atto comunicativo, piuttosto come elemento performativo radicato/sradicato/integrato in un territorio culturale.

L’apprendimento di una lingua straniera, puó risultare relativamente semplice, se la si impiega ad un livello meramente comunicativo; tutto il resto, si costituisce come un necessario confronto con la propria lingua madre. A livello artistico ancor piú, uno spietato, comico, burlesco e spesso imbarazzante confronto con se stessi. L’uso della lingua dunque, non tanto come funzione sociale ma parole in quanto atto individuale; quella parole che l’udito necessita come conferma della nostra esistenza. Quella parole che ripetuta cento volte non é mai la stessa, e cosí per ciascuno di noi. Quel voler dire che non lascia scampo e che é irrimediabilmente legato a ció che….ci manca.

Il linguaggio é inevitabilmente legato alla parola ma non necessariamente ha sempre bisogno di essa per manifestarsi; c’é un linguaggio che é luogo della risonanza, della memoria, una Langue fatta di “carne, affetti, emozioni, lallazioni, segni, suoni, bisbigli. Il corpo vive sensazioni che non sempre sono esprimibili con la parola; nel corpo si riflette un sentire intimo che ci avverte, ci mette in guardia, che rilascia e inibisce emozioni.

Cosí, attraverso l’infinita tematica della lingua, siamo inevitabilmente approdati alla problematica della identitá: ció che di noi forse meno sappiamo, anche se tutto, intorno a noi, sembrerebbe affermare il contrario.

L’evento pubblico che proponiamo, dunque, non puó darsi come finito. E´ un primo esperimento tra realtá sensibili e diverse tra loro, legate allo stato attuale da un contesto simile e che desiderano, pur in modi differenti, tentare punti di contatto per attraversare momenti di creazione comuni.

Abbiamo scelto di lavorare due settimane in residenza presso il Tatwerk, in quanto la residenza é appunto una modalitá di lavoro non strettamente finalizzata alla rappresentazione, piuttosto alla ricerca, alla conoscenza reciproca.

la lingua é (il) potere. Il potere della lingua impone una coercizione alienante: – Aiuto! La mia lingua mi vuol parlare – ” Valère Novarina

produzione TabulaRASA

col sostegno di Istituto Italiano di Cultura Berlino e in collaborazione con Tatwerk Performative Forschung

www.tatwerk-berlin.de

www.tabularasa-performingarts.org

La presentazione pubblica al Tatwerk del 1 ottobre, sará seguita da un incontro pubblico che si svolgerá il 7 novembre (luogo ancora da definire), in cui verrano presentati i materiali video e avrá luogo un dibattito in merito al progetto. In quell’occasione il collettivo TabulaRASA presenterá inoltre il progetto mappatura: un censimento in costante aggiornamento degli artisti italiani legati alle arti performative a Berlino. Il progetto é realizzato con il sostegno dell’Istituto Italiano di Cultura di Berlino.